Io ho fatto tutto questo
Maria Arena
Arti Performative
Ideazione, regia, cura dei testi Maria Arena
Drammaturgia Maria Arena e Daniela Orlando
Reading Rosaria Lo Russo
Performance Daniela Orlando
Con la partecipazione di Lucilla Scalia
Voce off Emanuela Villagrossi
Video Maria Arena
Light designer Alessandro Arena
Musiche originali Carmen Consoli
Scene e costumi Daniela Orlando
Consulenza musicale Stefano Ghittoni
Video assist Giuseppe D’Alia
Back stage Anna Maria Di Giacomo
Allestimento scenico Salvo Pappalardo
Responsabile tecnico Aldo Ciulla
L’abito indossato da Carmen Consoli è di Marella Ferrera

"Rinasce Modesta partorita dal suo corpo, sradicata da quella di prima che tutto voleva, e il dubbio di sè e degli altri non sapeva sostenere. Rinasce nella coscienza di essere sola.", da L'Arte della gioia.

La produzione teatrale ‘Io ho fatto tutto questo’ dispiega un percorso legato alla biografia di Goliarda Sapienza ed ha come fulcro la sua formazione di scrittrice che si compie attraverso i testi autobiografici che precedono ‘L’arte della gioia’. E’ un testo a più voci, una partitura in cui le suggestioni sonore e vocali, la performance e i video s’intessono creando una trama non narrativa dalle tinte forti.

Carmen Consoli si è unita al progetto con la passione che la distingue ed ha composto le musiche che scandiscono questo itinerario soggettivo avendo a cuore la scrittrice di cui conosce i testi. Rosaria Lo Russo dà ritmo poetico sulla scena a un reading incalzante che si intreccia alla voce dalle sottili sfumature di Emanuela Villagrossi. La performance e le scene curate da Daniela Orlando, cariche del suo suggestivo temperamento, si incontrano con le visioni oniriche dei video realizzati dalla regista Maria Arena che ha ideato questo lavoro nell’intenzione di far coesistere diversi elementi con tutta la loro complessità.

La scena mette a fuoco un momento di profonda inquietudine vissuto dalla scrittrice intorno ai suoi ’40 anni e ci conduce attraverso un viaggio a ritroso tra i frammenti di se stessa sparpagliati e disordinati a causa di sette elettroshock subiti dopo una crisi depressiva. Da questa ricostruzione compiuta anche grazie ad un percorso di analisi prendono corpo e parola come dalle macerie i fantasmi di un passato da ripercorrere per poter andare avanti: l’infanzia a Catania, il successo come attrice di teatro a Roma, la paura della pazzia, la perdita della memoria e finalmente la riappropriazione di sé attraverso la scrittura. L’intenzione è quella di catturare il cuore di un’esistenza: riscoprire Goliarda Sapienza sulla scena trasponendo quell’eco che la sua biografia e la lettura dei suoi testi suscitano. Dare spazio ad una voce inattuale, perché troppo oltre nel suo slancio vitale, un’eredità che ci appartiene e che vogliamo fare nostra.

L’intervista al regista Citto Maselli compagno di Goliarda per 18 anni e testimone di questo tempo di crisi e rinascita vissuto dalla scrittrice, travalica il taglio emozionale della scena con una apertura documentaristica e pone lo spettatore fuori dalla vicenda che si offre in questo modo come materiale su cui indugiare e riflettere. Allo stesso modo attraverso un breve estratto dell’intervista ad Angelo Pellegrino, marito ed erede di Goliarda, gettiamo uno sguardo sui manoscritti della scrittrice.

‘Dopo aver letto ‘L’arte della gioia’ ho letto tutti i testi editi di Goliarda Sapienza e con la stessa urgenza ho deciso di andare a cercare altre sue tracce nella convinzione che la vita e le opere di questa straordinaria scrittrice meritino di essere conosciute. Ho così registrato alcune interviste per realizzare un documentario nell’intenzione di farla conoscere a quanti non hanno mai sentito il suo indimenticabile nome. Contemporaneamente ho scritto ‘Io ho fatto tutto questo’ dedicandomi ad un momento particolare della biografia di Goliarda Sapienza quello in cui, intorno ai qurant’anni, mossa da una profonda inquietudine si lascia alle spalle la carriera di attrice di talento e sensibile ‘cinematografara’ per dedicarsi con tutta se stessa alla scrittura. Goliarda compie una ricerca solitaria con la grande ambizione di liberarsi della paura dei propri fantasmi, degli idoli, degli attaccamenti affettivi per essere con dolore e leggerezza ciò che vuole diventare. Ma la sua scelta non è compresa dall’ambiente in cui vive e allo stesso tempo lei stessa cade spesso in crisi perché non si sente all’altezza della sua ambizione. Tenta il suicidio, subisce sette elettroshock, per poi rinascere dai frammenti di se stessa e dice ‘Io’ in terapia analitica ma si riappropria di sé attraverso la sua scrittura. Compiuto questo percorso raccontato dall’autrice nei suoi primi due romanzi, ‘Lettera aperta’ del ’67 e ‘Il filo di mezzogiorno’ del ’69, inizia a scrivere il suo romanzo più noto: ‘L’arte della gioia’. Maria Arena

BIOGRAFIA
Goliarda Sapienza è una personalità emblematica che attraversa il ‘900 vivendo tante vite. Nasce a Catania nel 1924, figlia di una coppia di socialisti attivi in epoca fascista, Maria Giudice e Peppino Sapienza; ragazzina di Via Pistone corre per le strade di San Berillo tra il vociare dei venditori di pesce e di gelsi e le note della Norma al Teatro Bellini, tra i film con Jean Gabin proiettati al cinema Mirone, e i pupi del Teatrino Garibaldi del Commendatore Insanguine. A 16 anni si trasferisce a Roma per l’ammissione all’Accademia di Arte Drammatica Silvio D’Amico. Dopo un’intensa attività di attrice teatrale, attrice cinematografica e cineasta, a Roma la sua esistenza è segnata da una profonda crisi che la spinge al suicidio con conseguenti elettroshock devastanti dai quali riemerge attraverso un percorso di analisi. Rinata a se stessa decide di seguire la sua vocazione di scrittrice sacrificando tutto al lavoro della scrittura che non le darà in vita i riconoscimenti che avrebbe meritato. Mossa dai debiti finisce anche in carcere a Rebibbia per un furto. E’ un lavoro in profondità quello che Goliarda compie con la scrittura, e numerose sono le sue opere tra le quali molti inediti. Massima espressione della sua scrittura è il romanzo ‘L’arte della gioia’ in cui la protagonista Modesta, vera artigiana della gioia, rinasce da ogni sconfitta coltivando e proponendo un’arte accessibile a tutti. L’autrice non vedrà pubblicato in vita il suo più importante romanzo. Pubblicato postumo su ‘Stampa alternativa’ grazie ad Angelo Pellegrino, marito di Goliarda e testimone dei rifiuti editoriali del romanzo in Italia, solo nel 2008, dopo il successo in Francia, in Germania e in Spagna, viene pubblicato da Einaudi.

Ingresso € 13.